INDICE ANALITICO GENERALE

INDICE DELLE CATEGORIE

 

 

Le prove nel processo tributario

 
Atto pubblico e scrittura privata

 

Tra i documenti, l’atto pubblico e la scrittura privata acquistano una particolare valenza probatoria.

 

L’atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da alto pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede (art. 2699 c.c.), e fa piena prova fino a querela di falso (art. 221 e ss; c.p.c.) Della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonchè delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

 

La scrittura privata è qualunque documento che non proviene da un pubblico ufficiale in tale sua qualità e che sia sottoscritto dall’autore; requisito essenziale della scrittura privata è la sottoscrizione, che fa acquistare al documento la particolare efficacia probatoria prevista dall’art. 2707 c.c.: “La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, delta provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta”.

 

La scrittura privata, pertanto, fa piena prova (prova legale, al pari dell’atto pubblico) nei seguenti casi:

 

·         sottoscrizione autenticata (art. 2703 cc);

 

·         autenticità della sottoscrizione accertata giudizialmente (art. 216 c.p.c. e art. 2652 n. 3 cc);

 

·         riconoscimento espresso dalla sottoscrizione;

 

·         riconoscimento tacito ex art. 215 c.p.c. che si ha quando la parte comparsa (contro la quale è prodotta) non la disconosce o non dichiara di non conoscerla, nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla produzione.

 

Sotto il profilo processuale colui contro il quale è prodotta una scrittura privata, se intende disconoscerla, è tenuto a negare formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione. Gli eredi o aventi causa possono limitarsi a dichiarare di non conoscere la scrittura o la sottoscrizione del loro autore (art. 214 c.p.c.).

 

Il disconoscimento è un onere della parte contro la quale la scrittura privata è prodotta in giudizio, ed è previsto solo per le scritture provenienti dalla parte, quindi le scritture provenienti da terzi non devono essere disconosciute.

 

Esse hanno un mero valore indiziario, e in difetto di contestazioni della parte contro cui sono prodotte e in concorso con altri elementi che ne comportino la credibilità e l’attendibilità, possono fornire argomento di convincimento, ed essere utilizzate come fondamento della decisione.

 

 

 

ç Precedente

Successivo è